Il futuro del Tecnico della prevenzione all’interno dei servizi S.Pre.S.A.L. - Tecnico della Prevenzione

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Il futuro del Tecnico della prevenzione all’interno dei servizi S.Pre.S.A.L.

Come già precedentemente enunciato dai miei colleghi negli articoli precedenti, il Tecnico della Prevenzione svolge prevalentemente la sua attività all’interno dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL, nello specifico all’interno dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, vigilanza degli alimenti, servizi veterinari e di igiene e sanità pubblica.
Dato per assodato che il TPALL è il professionista che per eccellenza si occupa di prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, proviamo ad immaginare quale evoluzione può avere questa professione nel futuro, nello specifico all’interno dei servizi SPreSAL.
La professione del TPALL ha origini lontane, quasi un secolo di evoluzione che parte dal Regio Decreto del 1934 n. 1265 con l’istituzione dei Vigili Sanitari per arrivare ai nostri giorni e ai Tecnici della Prevenzione; uno sviluppo di competenze che ha abbinato professionalità ed autonomia.
Le attività che attualmente sono svolte da un TPALL nei servizi SPreSAL sono:
– Attività di vigilanza e ispezione nei luoghi di lavoro (aziende, cantieri, rimozione amianto, attività industriali e commerciali);
– Indagini su infortuni e malattie professionali;
– Attività autorizzativa (deroghe locali interrati);
– Attività congiunte con altri servizi del dipartimento (SIAN, SVET, SISP) o enti esterni (forze dell’ordine, Ispettorato del lavoro, Inail, Arpa ecc…)
– Attività delegate dalla Procura della Repubblica.
Come potete notare l’attività prevalente è quella ispettiva, non a caso i Tecnici della Prevenzione nei servizi SPreSAL sono ancora chiamati “ispettori”, un termine ormai desueto e limitante, figlio di mentalità retrograde legate ad una visione del Tecnico della prevenzione come repressore, mero applicatore della normativa ed erogatore di sanzioni; sarebbe ora di andare oltre questa visione e ampliare il campo di azione della nostra bellissima professione.
Questa visione della nostra attività è limitante, siamo visti dalle aziende e dai professionisti della sicurezza come dei repressori, nemici da cui difendersi, professionisti che sarebbe meglio evitare per il bene dell’azienda, quando arriviamo noi si crea il panico, e l’unica speranza del datore di lavoro è che la nostra ispezione non sia così dolorosa dal punto di vista economico.
Questa visione, figlia della nostra passata attività, è profondamente sbagliata e deve essere cambiata se vogliamo seguire la nostra mission di attori della prevenzione, siamo al servizio del cittadino ricordiamocelo sempre.
E’ palese che la nostra qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria imponga il dovere legislativo di perseguire i reati del D.Lgs 81/2008, e lungi da me invitare ad omettere tale obbligo, l’attività ispettiva è fondamentale per rendere giustizia a vittime di incidenti sul lavoro e per evitare che gli stessi si verifichino, ma l’attività degli SPreSAL dovrebbe evolversi, aprirsi in un dialogo costruttivo con il professionista ed il datore di lavoro.
Gli SPreSAL ed il mondo produttivo devono lavorare insieme con l’obiettivo della riduzione degli infortuni e delle malattie professionali, proporre campagne di sensibilizzazione, attività formative, incontri con i professionisti, come ad esempio con i Coordinatori per la sicurezza nelle fasi preliminari dell’avvio di grandi opere, creazione di osservatori su tematiche inerenti la sicurezza dei lavoratori, sportelli informativi aperti alla cittadinanza, creazione di opuscoli informativi sui rischi delle attività lavorative, incontri con gli studenti e col mondo della scuola.
Come potete notare oltre l’attività ispettiva c’è un mondo di prevenzione che vale la pena di essere esplorato e vissuto da protagonisti, non da soli, perché ricordiamoci che siamo parte della grande famiglia delle Professioni Sanitarie, raggruppate nell’Ordine TSRM-PSTRP, pertanto sarebbe davvero ora di lavorare insieme e in collaborazione per il conseguimento dei nostri obiettivi di prevenzione, sia con professioni sanitarie sia con professioni non sanitarie.
Un esempio potrebbe essere quello di osservatori su macro-tematiche come i rischi psicosociali, in collaborazione con psicologi, con docenti, educatori con l’unico fine di fare prevenzione.
L’esperienza del Covid ci ha visto e ci vede impegnati in attività di contact tracing nei servizi SISP, distaccati temporaneamente per questa emergenza o neo assunti a tempo determinato, lavorando a stretto contatto con professionalità diverse e con approcci diversi; questa attività può essere da stimolo per portare gli SPreSAL nel futuro.
Con l’input di nuove assunzioni e nuove mentalità gli SPreSAL possono farsi trovare pronti per il futuro che ci aspetta, un futuro fatto di nuovi rischi emergenti da arginare con nuovi approcci di prevenzione.

Dott. Francesco Novello

Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di Lavoro presso ASL Città di Torino – Servizio Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro (S.Pre.S.A.L.)
Docente Corso di Laurea Magistrale di “Scienze delle Professioni sanitarie della Prevenzione” dell’Università degli studi di Torino.

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