Il Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei luoghi di Lavoro e le tematiche ambientali: Rifiuti e Management - Tecnico della Prevenzione

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Il Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di Lavoro e le tematiche ambientali: Rifiuti e Management

La figura del Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di Lavoro in relazione alle tematiche ambientali è ben definita all’interno dei percorsi universitari. Come già trattato in articoli presenti sul blog è ormai nota l’evoluzione di questa figura professionale che ha acquisito, negli anni, una formazione sempre più specifica e tecnica su tematiche di svariata natura.

Come si evince dal piano didattico sono presenti insegnamenti specifici di Sanità Pubblica in tutti e tre gli anni di corso più un insegnamento didattico obbligatorio specifico sulla gestione dei Rifiuti. E’ proprio questo ambito che, a parere di chi scrive, rappresenta un importante sbocco professionale per il Tecnico della Prevenzione, che possiede uno specifico know-how sull’argomento sia di natura tecnica che di management.

A tal proposito giova giova ricordare che l’incremento della produzione dei rifiuti rappresenta l’inevitabile conseguenza di ogni forma di evoluzione tecnologica sia essa industriale che economica e sociale della collettività. Ciò si è manifestanto con il miglioramento delle condizioni di vita e con l’incremento della popolazione nelle aree urbane nonché con l’aumento dei consumi di prodotti con cicli di vita sempre più brevi e di difficile smaltimento. Il tema dello smaltimento dei rifiuti, anche alla luce dei continui e reiterati fatti di cronaca ambientale, appare sempre più critico e particolarmente complesso, per via delle considerevoli risorse (economiche e strutturali) necessarie per la gestione dell’intero ciclo a partire dalla raccolta fino allo smaltimento finale.

Inoltre, a causa dei numerosi problemi di natura tossicologica, ecologica e di compatibilità con la difesa dell´ambiente e del territorio, il tema dello smaltimento dei rifiuti pone evidenti ripercussioni sui costi derivanti dalla scelta delle strategie e delle politiche gestionali regionali. Appare quindi evidente che individuare la soluzione manageriale più efficace in termini economici, ambientali, e di Sanità Pubblica, implica la considerazione del costo economico dell’intero processo della gestione dei rifiuti, anche in virtù delle ricadute sociali che le attuali politiche di governance hanno sulla collettività.

I dati Eurostat, sebbene incompleti per diversi Paesi sia su base Nazionale che Europea, sembrano indicare una progressiva crescita della produzione dei rifiuti almeno fino al 2010, in parallelo con l’aumento della ricchezza, del reddito disponibile dei consumatori, e degli standard di vita sempre più elevati. Tutti questi fattori hanno determinato un’evoluzione della normativa – sia a livello europeo che in Italia – esitando in un radicale cambiamento nell’approccio concettuale alla materia ambientale. Già con il decreto Ronchi (D. Lgs 22/97) la normativa Nazionale ha recepito le direttive comunitarie (Direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio) chiaramente indirizzate ad uno stravolgimento del concetto di gestione del rifiuto: si è progressivamente passato dal concepimento della gestione integrata dei rifiuti incentrata sul conferimento in discarica, ad una logica che intende il rifiuto al centro di un processo tecnologico e di management che comprende il riciclaggio, il trattamento/riuso ed il recupero energetico.

Il decreto Ronchi ha stravolto lo scenario Nazionale fissando dei target Regionali di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti per due anni di riferimento: il 15% per il 2001 ed il 35% per il 2003. A cospetto del non raggiungimento degli obiettivi fissati, è il Decreto Legislativo 152\06 e ss.mm.ii. a fornire nuovi obiettivi di percentuali di raccolta differenziata: il 35% per il 2006, il 45% per il 2007 ed il 65% per il 2008. Dal punto di vista della gestione dei rifiuti, ancora oggi, lo smaltimento finale avviene prevalentemente mediante la tecnica del conferimento in discarica o della Termovalorizzazione con recupero di energia, ed in via sempre più prevalente – sebbene a macchia di leopardo – con il contestuale aumento delle percentuali di raccolta differenziata.

Come si è detto, il corretto trattamento dello smaltimento dei rifiuti dovrebbe comprendere, tra le altre cose, la possibilità del recupero di energia come prodotto finale dell’intera filiera del trattamento dei rifiuti. Di contro il conferimento in discarica è considerato, dalle linee di indirizzo europee, l’opzione peggiore perché rappresenta un serio e costante pericolo di rilascio di agenti inquinanti nell’aria, nel suolo e, di conseguenza, anche nell’acqua. La scelta dei metodi di smaltimento dei rifiuti appare quindi impresa assai ardua, anche considerando i costi economici per la realizzazione ed il funzionamento degli impianti.

E’ dunque possibile per il Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di Lavoro trovare sbocco professionale in questo campo, la sua professionalità potrebbe essere un Valore per identificare quali possono essere i determinanti dell’aumento della produzione dei rifiuti, indagando su indicatori predittivi di semplice applicabilità, tali da costituire dei modelli previsionali di stima della congruità delle scelte e dei costi delle politiche di Governance soprattutto regionali. Anche in relazione agli aspetti della Raccolta differenziata il Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di Lavoro può prestare la propria professionalità in considerazione dell’importanza di assicurare un costante e progressivo aumento delle percentuali di rifiuti conferiti in modo differenziato.

Sarebbe necessario intervenire anche sull’educazione/sensibilizzazione della Popolazione (soprattutto scolastica), con l’introduzione di materiale divulgativo come brochures informative da distribuire anche alle Famiglie. Questi 2 principali Asset (Scuola e Famiglia) possono rappresentare un terreno fertile sul quale agire anche attraverso la valorizzazione della figura del Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di Lavoro che porta con se il giusto Know how tecnico per orientare la Comunità verso nuove Policy virtuose in materia ambientale.

Dott. Vito Cerabona
Docente a contratto
di Organizzazione Sanitaria Aziendale e di Gestione dei Rifiuti in Italia: Sviluppo della Normativa e proliferazione delle Ecomafie nei Corsi di Laurea in Tecniche della Prevenzione in Ambiente e nei luoghi di Lavoro. Università Cattolica del Sacro Cuore – Sedi di Roma e Moliterno (Pz)
PhD Student in Public Health – La Sapienza – Università di Roma

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